• La petizione è pronta ad essere consegnata - Urgente: Spostamento Della Data Di Consegna Della Petizione A Venerdì 16 Ottobre,14.30

    at 09 Oct 2020 10:08

    Care colleghe e cari colleghi,

    dobbiamo spostare la consegna della nostra petizione a venerdì 16 ottobre a causa di un impegno a Bruxelles di Arno Kompatscher.
    Per questo dobbiamo anche spostare il previsto flashmob in piazza Magnago nello stesso giorno alle 14 .
    Vi preghiamo di partecipare numerosi al flashmob e di prenotarvi entro mercoledì 14 tramite mail al seguente indirizzo :

    Sabine.Dalvai@schule.suedtirol.it

    Nel frattempo continuamo a seguire gli attuali sviluppi in tema di scuola e formazione. La nuova bocciatura in Consiglio provinciale della „Carta del docente„ ed il relativo dibattito hanno evidenziato ancora una volta il valore che viene attribuito alla funzione docente in Sudtirolo!

    Per questo contiamo sulla vostra partecipazione e sostegno

    Cordiali saluti
    Markus Klammer, Florian Laimgruber, Rosina Ruatti

  • La petizione è pronta ad essere consegnata

    at 04 Oct 2020 10:45

    Care colleghe e cari colleghi delle scuole dell’Alto Adige,
    carissimi sostenitori delle petizione “Alto Adige, il paese delle meraviglie degli insegnanti”,

    i destinatari della petizione hanno reagito alla “forza dei 3000” (Tageszeitung), cioè alle vostre e alle nostre richieste. Abbiamo un appuntamento

    lunedì 12 ottobre 2020 alle 17.30
    con il Presidente della Giunta provinciale Arno Kompatscher per la consegna della petizione.
    Abbiamo pensato di accompagnare questo evento in maniera pubblica ed efficace e di rappresentare l’urgenza delle nostre richieste in modo anche fisicamente vivace e performativo.

    Il 12. ottobre tra le 17 e le 17.20 avrà luogo, in piazza Silvius Magnago, un flashmob. Non sono previsti discorsi ed appelli, striscioni o altre informazioni scritte. A causa della situazione attuale dovuta all’epidemia e del rispetto delle norme di sicurezza (mascherina e distanza) è previsto un numero limitato di partecipanti. I partecipanti hanno l’obbligo di annunciare la loro partecipazione, che sarà possibile solo dopo aver ricevuto una risposta scritta. Per questo preghiamo tutti gli interessati di scrivere numerosi entro l’8 di ottobre a
    Sabine.Dalvai@schule.suedtirol.it
    e di attendere la conferma per la partecipazione via mail. Nella mail saranno contenute anche tutte le ulteriori informazioni e indicazioni di regia. L’ordine di arrivo delle richieste deciderà la partecipazione.

    La delegazione che consegnerà la petizione è composta da Sabine Dalvai, Markus Klammer, Florian Leimgruber, Armin Monsorno, Rosina Ruatti, Helga Tschurtschentaler e Anny Tauber.
    Informeremo voi e i media in merito ai risultati dell’incontro tramite un comunicato stampa.
    Comunque consideriamo un primo successo il fatto di aver contribuito ad una sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui temi dell’educazione e della scuola. Significativo è comunque il silenzio fin qui tenuto dalla direzione scolastica.
    Nel frattempo molte parti in causa sono disposte a indire una vertenza per la concessione di contributi per le risorse digitali dei docenti. Seguiamo la questione con grande interesse e non ci accontenteremo di alibi.

    Su incarico dell’Iniziativa insegnanti dell’Alto Adige vi porgiamo i nostri collegiali saluti
    Markus Klammer e Florian Leimgruber

  • Cambiamenti riguardanti la petizione

    at 03 Jul 2020 22:27

    Per sbaglio sono state aggiunte due volte le ** al titolo.
    sono da togliere.


    nuovo titolo: **L’Alto L’Alto Adige è il paese delle meraviglie per gli insegnanti?**
    insegnanti?

    firme al momento della modifica 1.980

  • Änderungen an der Petition

    at 03 Jul 2020 22:02

    Eine Ungenauigkeit (Wortendung fehlt) bei der Eingabe, eine treffendere Wortwahl.

    Bei der Anrede des zweite Adressaten Korrektur von "al assessore" in "all'assessore" ...


    Neue Begründung: **L’Alto Adige è il paese delle meraviglie per gli insegnanti?**
    **Vediamo**
    Al luogo comune, spesso evocato, dell’Alto Adige come il luogo ideale in cui vivere in Europa, al vertice qualitativo dal punto di vista economico, fa fronte una realtà sociale molto meno ambiziosa. La configurazione etnica della provincia, con la presenza, le une accanto agli altri, di lingue, culture, contesti sociali diversi e i contrasti tra città e provincia, viene tenuta in scarsa considerazione. Questo lo si nota nell’ambito della scuola e della formazione professionale, che, nonostante dispongano di una propria amministrazione e autonomia, sentono la mancanza di una politica educativa orientata al futuro e basata sulle esperienze empiriche dei docenti. Molte cose sembrano inoltre solo una brutta copia del centralismo romano.
    Da un lato quindi investimenti copiosi in edilizia scolastica e rappresentazione mediatica, dall’altro però regolamentazione della pedagogia e neanche un euro in più per il riconoscimento professionale e pubblico delle professioni docenti. E la rivoluzione educativa digitale che ha fatto irruzione così pesantemente minaccia sempre di più lo sviluppo mentale, culturale e sociale dei giovani, destinati a essere formati in base alle leggi del mercato del lavoro, ottimizzando il più possibile costi e tempo. Il punto culminante finora è rappresentato dalla compromissione dell‘istituzione scuola con le attuali prescrizioni ministeriali e l’adeguamento regionale della valutazione finale in pagella da parte delle intendenze scolastiche. Le prescrizioni ufficiali non solo minano così l’allineamento dei compiti educativi ai curricoli scolastici e all’apprendimento orientato alle competenze, ma mediante l’attuale caos valutativo ogni obiettivo di apprendimento diventa un oggetto che può essere aggirato con una bassa soglia di frustrazione.
    Già anni fa John Hattie mostrava quale fosse il prezzo di una pedagogia basata in primo luogo sui media e ipernormata, vale a dire la perdita di autorità degli insegnanti, la spersonalizzazione dello studio, la rinuncia alla fatica e all’esercizio nello studio e un calo enorme delle competenze e delle prestazioni. E il risultato è un sistema scolastico che – invece di avvalersi delle autorità veramente competenti – soggiace alla dittatura del PISA e dell’INVALSI e non è in grado di interessarsi agli effetti effettivi processi di apprendimento e di formazione.
    In seguito alle mutate richieste rivolte agli insegnanti e all’egemonia dei pianificatori educativi si diffondono nella nostra provincia rassegnazione ed amarezza. Dalla retorica ufficiale traspare sempre più la scarsa considerazione della categoria degli insegnanti, che dai media, in modo ben poco appropriato, viene chiamata „la scuola“. Questo è però appunto l’obiettivo di questa iniziativa.
    **Quello che sfugge**
    Il quadro professionale delle e degli insegnanti e la nostra etica ci obbligano ad un incarico impegnativo al servizio della società. Per questo giustamente siamo esposti all’osservazione e alla valutazione critica pubblica, i cui risultati, però, non di rado sono positivi. Dopo le esperienze con lo stato di emergenza dovuto al Coronavirus da molte parti si è dovuto ammettere che l’istituzione scuola e gli insegnanti dell’Alto Adige sono stati e sono ampiamente all’altezza di questa sfida improvvisa ed eccezionale.
    Tuttavia il linguaggio della politica scolastica e della Direzione scolastica provinciale suona troppo spesso come una retorica a buon mercato e una pacificazione. minimizzazione. Da anni si rimanda un equo riconoscimento e una ricompensa materiale delle prestazioni degli insegnanti, si rimandano continuamente le trattative per il contratto collettivo degli insegnanti, mentre la maggior parte delle altre categorie professionali, in particolare quelle dei dirigenti politici e amministrativi, hanno ottenuto ragguardevoli adeguamenti di stipendi e pagamenti supplementari. L’equilibrio sociale e fondato sul merito tra prestazioni e compensi è la base di una società civile. Ma proprio qui sfugge qualcosa.
    Sotto la pressione della politica di bilancio e del risparmio fiscale ha luogo una precarizzazione del lavoro culturale e sociale, e noi dobbiamo assistere ad una svalutazione del lavoro educativo, senza che abbia luogo una discussione di spessore all’interno della società.
    Noi chiediamo quindi alla Giunta provinciale di farsi carico di un riconoscimento delle prestazioni sociali comparabili. Contestiamo la delega di complessi compiti sociali alla scuola, senza che essa entri a far parte di un’equa distribuzione del benessere materiale.
    Giugno 2020 Per la „LehrerInneninitiative Südtirol“:
    Josef Klammer, Markus Klammer, Siegfried Klammer, Florian Leimgruber, Armin Monsorno, Monika Niederwieser, Josef Oberhollenzer, Konrad Steger, Anny Tauber. Traduzione Silva Manzardo

    Unterschriften zum Zeitpunkt der Änderung: 1.973

Help us to strengthen citizen participation. We want your petition to get attention and stay independent.

Donate now

openPetition international